40 acres and a mule

Maccheroni alla chitarra con mazzancolle tropicali al profumo di whiskey

Posted in Soul kitchen by Ry Cooder on 30 June 2009

Maccheroni alla chitarra con mazzancolle tropicali al profumo di whiskeyL’idea me la diede qualche mese fa Luca, quando mi fece assaggiare le sue ottime mazzancolle giganti al whiskey.

In un saltapasta abbastanza ampio mettete due cucchiai d’olio, uno spicchio d’aglio e lasciate riscaldare senza alzare troppo la fiamma. Quando lo spicchio inizia a colorarsi, gettate le mazzancolle e lasciatele rosolare lentamente; nel frattempo buttate la pasta. Quando le mazzancolle saranno ben rosolate, spegnete con un bicchiere scarso di whiskey (dose per due persone) e chiudete il tutto sotto coperchio. Tirate la pasta al dente e fatela saltare con le mazzancolle, aggiungendo prezzemolo fresco tritato e peperoncino a volontà. Prima di servire aggiungete altro olio crudo.
Gustate con un buon Vermentino di Gallura.
Sparare a vista sui cani che si avvicinano a più di due metri.

I’ve got you under my spleen

Posted in Politica, Think about it by Ry Cooder on 28 June 2009

Non che tutta la querelle su veline, battone e sfoggio di carne a Villa Certosa mi lasci proprio indifferente, anzi. Ma che un capo di governo rischi la poltrona per qualche gonnellina imberbe dopo essere passato indenne agli occhi dell’opinione pubblica italiana attraverso condanne o assoluzioni in corner per falsa testimonianza, corruzione semplice, due corruzioni giudiziarie, finanziamento illecito dei partiti, falso in bilancio, diffamazione aggravata e corruzione di senatori, mi spinge sempre più a credere che l’alba sia ancora molto lontana per questo paese. E che se è vero che la notte è sempre più fredda prima del mattino, allora gli anni che aspettano questo paese saranno davvero tetri.

Épater de foie gras

Posted in Politica, Sketches by Ry Cooder on 3 June 2009

Berlusconi sull'attenti

Communism? Don’t talk to me about communism!

Posted in Bookz, Ipse dixit, Politica by Ry Cooder on 21 May 2009

[…] Claudio Sabelli Fioretti: Perna dice che nel dibattito tra Berlusconi e De Benedetti, tu stavi dalla parte di Berlusconi. Che eri anticomunista, insofferente verso i buonismi e i perdonismi sinistrorsi. Che in politica sembravi stare a cavallo tra il MSI e la DC più conservatrice. Che eri un tradizionalista sostenitore della messa in latino.
Marco Travaglio: Perna pensa che io mi sia buttato a sinistra. Mentre io sono anticomunista oggi come lo ero allora. Però non c’è più il comunismo, quindi non mi sembra il caso di perdere tempo. Sarebbe come schierarsi contro i cartaginesi. Ma ogni giorno constato i danni che ha fatto il comunismo in Italia, infatti abbiamo Giuliano Ferrara, Adriano Sofri, Sandro Bondi. Questi sono i peggiori crimini del comunismo. […]

“Il rompiballe. Un anno dopo” di Claudio Sabeli Fioretti, Aliberti Editore

Some flew down the cukoo’s nest

Posted in Think about it by Ry Cooder on 20 May 2009

Forse son malizioso, misantropo e «ossessionato» (sì, m’han detto anche questo), ma vedere una folla oceanica come quella che ha portato in trionfo meno di una settimana fa quella casseola di immigrati che è l’Inter m’ha incarognito a morte.

Se i Cileni, Brasiliani, Argentini, per tacere di Ghanesi, Rumeni, Serbi e Nigeriani che hanno giocato tra le ovazioni dei tifosi in fibrillazione fossero scesi da un barcone dopo aver schivato uno dei legittimissimi «respingimenti» del ministro Maroni, credo che tre su quattro, tra le persone che hanno ammorbato il circo sportivo mediatico festeggiando uno scudetto come fosse lo sbarco in Normandia o il 25 Aprile, avrebbero preso volentierissimo in mano una doppietta per accompagnare gli ospiti indesiderati al primo posto di polizia a sbarazzarsene come blatte rinvenute nella casa al mare il primo di Agosto.

(Tutto ciò non ha nulla a che spartire con l’Inter in sé: avrei detto la stessa identica cosa anche di una squadra di calcio decente)

Risotto lenticchie e curry

Posted in Soul kitchen by Ry Cooder on 8 May 2009

Risotto lenticchie e curryPrendete un pugno di lenticchie ogni due persone per cui dovrete cucinare e mettetele a bagno in abbondante acqua per almeno mezza giornata.

Se nel frattempo quel cazzo di cane che vi semina il panico in cucina non è riuscito a rovesciare il recipiente con annessi legumi, preparate un brodo di verdure non troppo abbondante (bisognerà utilizzarlo tutto quanto per il risotto), buttateci dentro le lenticchie e fatele bollire per un quarto d’ora circa senza sale. Scolate le lenticchie e lasciatele raffreddare facendo attenzione a conservare il brodo in cui le avete cotte, mentre in un tegame farete appassire uno scalogno e mezza costa di sedano sminuzzati. Gettate delle porzioni scarse di Carnaroli o Arborio (le lenticchie fan volume nel piatto) e fate tostare a fuoco lento. Con il piede destro tenete a bada il cane che oramai presta morbosa attenzione a tutto ciò che succede in cucina, con la mano destra fate saltare il riso in modo che la tostatura sia uniforme e con la mano sinistra mescolate blandemente il brodo mentre riscalda.

Alzate la fiamma e spegnete il riso con della grappa (non troppa: un fondo di bicchiere per due o tre persone, mezzo bicchiere per quattro o sei e via discorrendo). Mescolate delicatamente e iniziate a far gocciolare il brodo in cui avete cotto le lenticchie. Come al solito il brodo in tegame dev’essere poco, altrimenti il riso lessa. A metà cottura unite le lenticchie e mezza carota tritata, sminuzzate un peperoncino se lo gradite e continuate a far cuocere.
Fate una piccola pausa mentre godete dell’introduzione di Marco Travaglio ad Annozero e poi aggiungete il curry. Aggiungete molto lentamente mezzo bicchiere di latte intero e il sale mentre continuate a mescolare lasciandolo evaporare. Quando i chicchi iniziano ad ammorbidirsi regolate il sale.
A cottura ultimata, fate riposare per cinque minuti e servite.
Il sapore è abbastanza dolce con il curry e il peperoncino che spezzano. Se lo preferite un po’ più speziato aggiungete una spolverata di rosmarino tritato finemente.

O mamma mi ci vuol la fidanzata

Posted in Ipse dixit, Politica by Ry Cooder on 4 May 2009

«L’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto [Barbara Matera, ndr], va due volte l’anno in Bangladesh. Barbara Matera è laureata in scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinieri 7 su Canale 5, ma mai la velina»

— Silvio Berlusconi

Fly me to the noon

Posted in Politica, Think about it by Ry Cooder on 4 May 2009

In fatto di divorzi all’italiana è buona cosa esser pronti a credere a qualunque cosa, perché è davvero sconfinato il campo delle fantasie potrebbero diventare realtà.
Quindi potrebbe tranquillamente essere che in realtà le cose non siano andate come vorrebbe far credere Veronica Lario, che sia falso che Berlusconi abbia trascurato i figli per una diciottenne — peraltro oca come poche, che le cosiddette «veline» siano realmente delle giovani piene di talento e con un’ottima formazione alle spalle che le rendesse ottime candidate al Parlamento Europeo, cha quella del Cavaliere non fosse una «malattia» per cui dovesse essere «tenuto d’occhio» per il bene suo e dei suoi cari, e che «frequentasse minorenni» di continuo e da molti anni.

Ma che tutto il can can sia stato architettato dal PD per minare la popolarità del Cavaliere… beh, questo è davvero da sbellicarsi.
Tanto vale attribuire Bush l’attentato dell’11 Settembre.
Ops…

Go woman, no cry!

Posted in Politica, Think about it by Ry Cooder on 30 April 2009

Mettiamo da parte la querelle in sé, e diamo per assodato che in questo paese faremmo di tutto pur di non affrontare le cose che meritano davvero attenzione; lasciamo a ciascuno la considerazione su quanto sia stata opportuna o meno l’uscita pubblica della «signora Lario» che ripescava per le orecchie un’altra volta il marito in veste di Capo del Governo mentre si emoziona vistosamente appresso alle rampanti cortigiane del suo piccolo grande ducato. Proviamo invece a guardare come questo paese ogni volta che si ostina e si affanna a mostrare un progressismo fantoccio, finisce grottescamente a sbandierare la propria faccia più pecoreccia e reazionaria.
Dal sito non istituzionale dell’attuale governo all’editoriale alla matriciana di Feltri su “Libero” (cito testualmente «[la Signora Lario] consegna i propri sfoghi di sposa insoddisfatta ai mezzi di comunicazione», cfr. “Libero” di oggi), passando per carriolate di blog vicini al PDL, il messaggio è praticamente unanime: non si sa se Berlusconi sia stato effettivamente coi polpastrelli sui pizzi di queste giovinotte, o se ‘semplicemente’ il suo sia un voluttuoso amore per la bellezza da sbarcare a Strasburgo come se fosse Canale 5; di fatto avendo la Lario avuto un passato scollacciato, è secondo peso destinato a una seconda misura. L’ottuagenario di successo sposato che allenta la pacca sul culo alla giovinotta di primo pelo è ovviamente uomo di mondo, e quindi non solo perdonabile ma nemmeno riprovevole, mentre lei —che a sentir Feltri e alcuni altri bravi pare sia stata raccattata dal Cavaliere in una casa di piacere come mamma l’ha fatta con un pugno di quattrini in una mano e la sottana nell’altra— è chiaramente una puttana, e deve tacere ringraziando iddio che il pappone di turno l’abbia cavata dalla miseria per via delle sue lussuosissime grazie punto e basta.
Tutto questo mentre ci si vorrebbe fregiare di essere un paese che candida con naturalezza donne qualificatissime al pari di uomini, sia mai che a qualcuno venga in mente di ribadire che siamo un popolo —tra l’altro— di misogini terminali.

Che Mara Carfagna tra qualche anno possa prendere la stessa strada? Che arrivati gli anta e cominciandole a ciondolare le rotondità la si rimpiazzerà, ricordandole in caso di tacere ché anche lei i suoi bei calendariozzi pelo al vento in curriculum li ha?

Ridi pagliaccio…

Posted in Politica, Think about it by Ry Cooder on 23 April 2009

Non so quali siano i vantaggi concreti (e quindi non populisti) che abbiano spinto the Dwarf Knight a fare il G8 non più a la Maddalena ma a l’Aquila; temo però che non ce ne siano. Certo immagino sia l’ennesimo colpo gobbo in vista del famoso 52 percento di popolarità che il premier sostiene di voler raggiungere entro le consultazioni europee, e il terremoto è un’onda che si farà cavalcare ancora a lungo.
Chi lavorava alla Maddalena però ora è rimasto a casa dalla mattina a mezzogiorno senza un perché, e senza nemmeno uno straccio di indennità. E questo senza che il presidente di questa regione muovesse un dito.

Se sentite ancora qualcuno dire che «il Sardo lo freghi una volta sola», per favore, sputategli in un occhio da parte mia.