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Go woman, no cry!

30 April 2009 Ry Cooder 9 comments

Mettiamo da parte la querelle in sé, e diamo per assodato che in questo paese faremmo di tutto pur di non affrontare le cose che meritano davvero attenzione; lasciamo a ciascuno la considerazione su quanto sia stata opportuna o meno l’uscita pubblica della «signora Lario» che ripescava per le orecchie un’altra volta il marito in veste di Capo del Governo mentre si emoziona vistosamente appresso alle rampanti cortigiane del suo piccolo grande ducato. Proviamo invece a guardare come questo paese ogni volta che si ostina e si affanna a mostrare un progressismo fantoccio, finisce grottescamente a sbandierare la propria faccia più pecoreccia e reazionaria.
Dal sito non istituzionale dell’attuale governo all’editoriale alla matriciana di Feltri su “Libero” (cito testualmente «[la Signora Lario] consegna i propri sfoghi di sposa insoddisfatta ai mezzi di comunicazione», cfr. “Libero” di oggi), passando per carriolate di blog vicini al PDL, il messaggio è praticamente unanime: non si sa se Berlusconi sia stato effettivamente coi polpastrelli sui pizzi di queste giovinotte, o se ‘semplicemente’ il suo sia un voluttuoso amore per la bellezza da sbarcare a Strasburgo come se fosse Canale 5; di fatto avendo la Lario avuto un passato scollacciato, è secondo peso destinato a una seconda misura. L’ottuagenario di successo sposato che allenta la pacca sul culo alla giovinotta di primo pelo è ovviamente uomo di mondo, e quindi non solo perdonabile ma nemmeno riprovevole, mentre lei —che a sentir Feltri e alcuni altri bravi pare sia stata raccattata dal Cavaliere in una casa di piacere come mamma l’ha fatta con un pugno di quattrini in una mano e la sottana nell’altra— è chiaramente una puttana, e deve tacere ringraziando iddio che il pappone di turno l’abbia cavata dalla miseria per via delle sue lussuosissime grazie punto e basta.
Tutto questo mentre ci si vorrebbe fregiare di essere un paese che candida con naturalezza donne qualificatissime al pari di uomini, sia mai che a qualcuno venga in mente di ribadire che siamo un popolo —tra l’altro— di misogini terminali.

Che Mara Carfagna tra qualche anno possa prendere la stessa strada? Che arrivati gli anta e cominciandole a ciondolare le rotondità la si rimpiazzerà, ricordandole in caso di tacere ché anche lei i suoi bei calendariozzi pelo al vento in curriculum li ha?

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