Some flew down the cukoo’s nest
Forse son malizioso, misantropo e «ossessionato» (sì, m’han detto anche questo), ma vedere una folla oceanica come quella che ha portato in trionfo meno di una settimana fa quella casseola di immigrati che è l’Inter m’ha incarognito a morte.
Se i Cileni, Brasiliani, Argentini, per tacere di Ghanesi, Rumeni, Serbi e Nigeriani che hanno giocato tra le ovazioni dei tifosi in fibrillazione fossero scesi da un barcone dopo aver schivato uno dei legittimissimi «respingimenti» del ministro Maroni, credo che tre su quattro, tra le persone che hanno ammorbato il circo sportivo mediatico festeggiando uno scudetto come fosse lo sbarco in Normandia o il 25 Aprile, avrebbero preso volentierissimo in mano una doppietta per accompagnare gli ospiti indesiderati al primo posto di polizia a sbarazzarsene come blatte rinvenute nella casa al mare il primo di Agosto.
(Tutto ciò non ha nulla a che spartire con l’Inter in sé: avrei detto la stessa identica cosa anche di una squadra di calcio decente)
Beh, credo che trovare lavoro in una squadra di calcio sia uno dei pochi metodi che ci siano per entrare in italia legalmente…
Dimentichi le colf. Asse portante della famiglia.
A loro si perdona più che volentieri di non essere Italiane oggidì…
Tu pensa che il professore e io, sabato sera, uscivamo ignari da un cinema di corso vittorio emanuele, che aveva lasciato due ore prima indolente e semideserta, e ci siamo ritrovati intrappolati in una bagarre inestricabile di dementi urlanti.
(Dovevano avere aperto le porcilaie…)