Il buio prima della siepe
Come giustamente ricorda il sempre godibilissimo Vittorio Zucconi nel suo blog, agli ammeregani cacio e pepe che citano il paese a stelle e strisce solo quando fa comodo a loro, e all’Utilizzatore Finale stesso, che definiva gli Stati Uniti come «un simbolo di libertà e democrazia cui ci si dovrebbe sempre e comunque ispirare», andrebbe ricordata la sentenza di una manciata di anni fa’ della Corte Suprema, che sancì senza troppi giri di parole che la Carta dei Diritti
«[…] provides no support for an immunity for unofficial conduct […]»
ovvero non offre immunità al Presidente per quello che concerne la propria condotta al di fuori della sua funzione ufficiale.
Quindi nemmeno un Presidente eletto —lui sì!— per voce diretta di trecentotrenta milioni di cittadini ha qualcosa di diverso di fronte alla legge rispetto all’ultimo barbone che dorme ubriaco tra i cartoni nella periferia della più malfamata delle città d’oltreoceano.
Quindici vecchie palandrane sul piede dell’ottantina hanno preso per i capelli l’ennesima legge vergognosa partorita sotto gli occhi vitrei di Napolitano e l’hanno rispedita al mittente. Non oso sperare che siano riusciti a dare anche uno schiaffo morale a quella famosa metà e oltre di Italiani che hanno votato e continuano a supportare il PdC, ma almeno hanno ricordato che in questo paese, tra le metastasi, le piaghe da decubito e le cancrene, c’è ancora un pezzettino di spina dorsale che pulsa di qualche nervo ancora combattivo.
Tutto sommato, considerati pure i tempi, i “padri” della Costituzione non fecero un brutto lavoro..
Sì beh, se sei giudici su quindici hanno votato contro la mozione di incostituzionalità, mi verrebbe da pensare che forse non è scritta in Italiano tanto potabile, ma tant’è…
Probabilmente due dei sei avevano apprezzato la cena con il presidente del consiglio e il gardasigilli..e ne avevano lodato le portate con gli altri quattro.