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Archive for the ‘Think about it’ Category

Il buio prima della siepe

7 October 2009 Ry Cooder 3 comments

Come giustamente ricorda il sempre godibilissimo Vittorio Zucconi nel suo blog, agli ammeregani cacio e pepe che citano il paese a stelle e strisce solo quando fa comodo a loro, e all’Utilizzatore Finale stesso, che definiva gli Stati Uniti come «un simbolo di libertà e democrazia cui ci si dovrebbe sempre e comunque ispirare», andrebbe ricordata la sentenza di una manciata di anni fa’ della Corte Suprema, che sancì senza troppi giri di parole che la Carta dei Diritti

«[…] provides no support for an immunity for unofficial conduct […]»

ovvero non offre immunità al Presidente per quello che concerne la propria condotta al di fuori della sua funzione ufficiale.
Quindi nemmeno un Presidente eletto —lui sì!— per voce diretta di trecentotrenta milioni di cittadini ha qualcosa di diverso di fronte alla legge rispetto all’ultimo barbone che dorme ubriaco tra i cartoni nella periferia della più malfamata delle città d’oltreoceano.

Quindici vecchie palandrane sul piede dell’ottantina hanno preso per i capelli l’ennesima legge vergognosa partorita sotto gli occhi vitrei di Napolitano e l’hanno rispedita al mittente. Non oso sperare che siano riusciti a dare anche uno schiaffo morale a quella famosa metà e oltre di Italiani che hanno votato e continuano a supportare il PdC, ma almeno hanno ricordato che in questo paese, tra le metastasi, le piaghe da decubito e le cancrene, c’è ancora un pezzettino di spina dorsale che pulsa di qualche nervo ancora combattivo.

Through the looking grass

28 September 2009 Ry Cooder 3 comments

Uno stato a maggioranza cattolica nelle mani di un leader populista e xenofobo che basa la propria linea politica e la propria leva sull’elettorato sulla demonizzazione della scialba e almeno altrettanto inetta fazione politica che ha rimpiazzato. Che millanta un consenso da plebiscito, negando fino l’evidenza delle proprie manovre amministrative e usando ogni mezzo a propria disposizione per imbavagliare stampa e televisione che non lo appoggiano continuando a denunciare i soprusi dei suoi funzionari e la corruzione dei suoi gerarchi.

In merito alla faccenda “il Giornale” parla di «dittatura», «colpo di stato» e opinione internazionale che «non dovrebbe starsene lì a guardare con le mani in mano».

Facile sorprendersi; si sta parlando dell’Honduras.

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Where the eagles dare…

14 September 2009 Ry Cooder 1 comment

«Lasciateci lavorare il nostro è un governo artigiano»
Silvio Berlusconi

Sometimes he comes back

9 September 2009 Ry Cooder 2 comments

Napolitano come carica istituzionale e massimo garante per la Repubblica Italiana è il coronamento di una metafora agghiacciante. Di tanto in tanto sembra sia colto da un sussulto che gli manda in fibrillazione ritmo cardiaco, ossigenazione ed elettroencefalogramma, e lo si vede parlare di «violenza raccapricciante nei confronti delle donne», di «princìpi insindacabili della democrazia» e di «libertà che non possono essere calpestate» come se fosse un allarme dell’ultim’ora, come se gli fossero arrivate improvvisamente agli occhi le soperchierie di cui l’Italia è palcoscenico da settimane, mesi e anni.
Sembra una favola orwelliana: il padrone dorme, e quando non dorme non sente, non vede e non parla; gli animali si dividono tra uguali e più uguali degli altri, lo sbigottimento riesce a renderlo su carta solo chi nella fattoria non c’è, e da un momento all’altro si spera di svegliarsi di soprassalto e scoprire di essersi addormentati leggendo.

Categories: Politica, Think about it

Dawn till dusk

16 July 2009 Ry Cooder 6 comments

Negli Stati Uniti esiste un programma governativo gestito dal Bureau of Consular Affairs che si chiama Diversity Visa: gestisce e incentiva da diverse decadi l’immigrazione di cittadini provenienti da ogni stato e zona del mondo per conceder loro la residenza a tempo indeterminato su suolo americano. Non costa nulla, e ogni anno sorteggia i nulla osta all’immigrazione di circa cinquantamila uomini e donne che non hanno quasi nulla in comune, e che vengono fatti entrare intenzionalmente per diluirsi con l’indefinibile casseöla di uomini e donne di tutti i colori che oggi sono i cittadini USA. Si calcola che più di trentasette milioni di cittadini americani siano nati all’estero, cioé più del dieci percento della popolazione totale.
Non c’è né buonismo né buon cuore cristiano in questa politica, soprattutto se si considera che lo stesso paese è estremamente duro e intollerante nei confronti dell’immigrazione non autorizzata come ad esempio quella proveniente dal Messico. Si tratta semplicemente di consapevolezza: consapevolezza di una legge di natura chiamata «lussureggiamento degli ibridi» che incentiva la commistione delle specie e la generazione di individui più diversi possibile. Questa legge, universalmente osservata e accettata in biologia, si manifesta anche in campo sociale da secoli, lasciando in condizione di palese inferiorità culturale e sociale i paesi a regime di prevalenza razziale e culturale rispetto a quelli senza una matrice etnica predominante.

Tralasciando le considerazioni più schiettamente politiche, la proposta dell’Assessore all’Immigrazione di Rovigo Giovanna Pineda è la dimostrazione non solo che in Italia il malcostume intellettuale non è rappresentato dall’attuale maggioranza di governo, né più in generale da una fazione politica rispetto a un’altra, ma da un atteggiamento provinciale e pecoreccio assolutamente trasversale e fortemente radicato in ogni estrazione sociale e connotazione politica.
È sconcertante la banalità con cui il centrosinistra s’è opposto al ‘decreto sicurezza’ voluto, approvato ed applaudito a larghi palmi dal centrodestra settimana scorsa. Sconcertante perché è stata contestata la forma delle nuove norme e non il principio che le muoveva, perché è stata fatta questione di buonismo e di benevolenza da cattolici della domenica per questioni che invece riguardano molto da vicino la salute sociale ed economica di un paese culturalmente allo sbando.

Mai come in questi mesi sono convinto che l’Italia non stia attraversando una zona d’ombra dovuta a un’eclissi totale di raziocinio, senso civico e del sociale che è destinata a finire in una nuova primavera. Ancora nel massimo rispetto delle leggi naturali, sono invece convinto che questo paese abbia incontrato —come tutti i grandi paesi e le grande culture del passato— il suo inevitabile crepuscolo, e che questa non sia altro che la sua demenza senile.
Per questo vecchio butterato di ragioni impossibili accaparrate battendo i pugni sul tavolo, di litigiosità da ubriacone che vomita insolenze con la bava alla bocca, di vecchi adagi da Ventennio impugnati come fossero verità assolute che non arrugginiscono mai, non sento oramai nessuna vicinanza, non provo nemmeno il benché minimo affetto e ritengo solo di dovere e voler mettere al più presto la maggiore distanza possibile tra me e lui.

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I’ve got you under my spleen

28 June 2009 Ry Cooder 2 comments

Non che tutta la querelle su veline, battone e sfoggio di carne a Villa Certosa mi lasci proprio indifferente, anzi. Ma che un capo di governo rischi la poltrona per qualche gonnellina imberbe dopo essere passato indenne agli occhi dell’opinione pubblica italiana attraverso condanne o assoluzioni in corner per falsa testimonianza, corruzione semplice, due corruzioni giudiziarie, finanziamento illecito dei partiti, falso in bilancio, diffamazione aggravata e corruzione di senatori, mi spinge sempre più a credere che l’alba sia ancora molto lontana per questo paese. E che se è vero che la notte è sempre più fredda prima del mattino, allora gli anni che aspettano questo paese saranno davvero tetri.

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Some flew down the cukoo’s nest

20 May 2009 Ry Cooder 3 comments

Forse son malizioso, misantropo e «ossessionato» (sì, m’han detto anche questo), ma vedere una folla oceanica come quella che ha portato in trionfo meno di una settimana fa quella casseola di immigrati che è l’Inter m’ha incarognito a morte.

Se i Cileni, Brasiliani, Argentini, per tacere di Ghanesi, Rumeni, Serbi e Nigeriani che hanno giocato tra le ovazioni dei tifosi in fibrillazione fossero scesi da un barcone dopo aver schivato uno dei legittimissimi «respingimenti» del ministro Maroni, credo che tre su quattro, tra le persone che hanno ammorbato il circo sportivo mediatico festeggiando uno scudetto come fosse lo sbarco in Normandia o il 25 Aprile, avrebbero preso volentierissimo in mano una doppietta per accompagnare gli ospiti indesiderati al primo posto di polizia a sbarazzarsene come blatte rinvenute nella casa al mare il primo di Agosto.

(Tutto ciò non ha nulla a che spartire con l’Inter in sé: avrei detto la stessa identica cosa anche di una squadra di calcio decente)

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Fly me to the noon

4 May 2009 Ry Cooder 2 comments

In fatto di divorzi all’italiana è buona cosa esser pronti a credere a qualunque cosa, perché è davvero sconfinato il campo delle fantasie potrebbero diventare realtà.
Quindi potrebbe tranquillamente essere che in realtà le cose non siano andate come vorrebbe far credere Veronica Lario, che sia falso che Berlusconi abbia trascurato i figli per una diciottenne — peraltro oca come poche, che le cosiddette «veline» siano realmente delle giovani piene di talento e con un’ottima formazione alle spalle che le rendesse ottime candidate al Parlamento Europeo, cha quella del Cavaliere non fosse una «malattia» per cui dovesse essere «tenuto d’occhio» per il bene suo e dei suoi cari, e che «frequentasse minorenni» di continuo e da molti anni.

Ma che tutto il can can sia stato architettato dal PD per minare la popolarità del Cavaliere… beh, questo è davvero da sbellicarsi.
Tanto vale attribuire Bush l’attentato dell’11 Settembre.
Ops…

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Go woman, no cry!

30 April 2009 Ry Cooder 9 comments

Mettiamo da parte la querelle in sé, e diamo per assodato che in questo paese faremmo di tutto pur di non affrontare le cose che meritano davvero attenzione; lasciamo a ciascuno la considerazione su quanto sia stata opportuna o meno l’uscita pubblica della «signora Lario» che ripescava per le orecchie un’altra volta il marito in veste di Capo del Governo mentre si emoziona vistosamente appresso alle rampanti cortigiane del suo piccolo grande ducato. Proviamo invece a guardare come questo paese ogni volta che si ostina e si affanna a mostrare un progressismo fantoccio, finisce grottescamente a sbandierare la propria faccia più pecoreccia e reazionaria.
Dal sito non istituzionale dell’attuale governo all’editoriale alla matriciana di Feltri su “Libero” (cito testualmente «[la Signora Lario] consegna i propri sfoghi di sposa insoddisfatta ai mezzi di comunicazione», cfr. “Libero” di oggi), passando per carriolate di blog vicini al PDL, il messaggio è praticamente unanime: non si sa se Berlusconi sia stato effettivamente coi polpastrelli sui pizzi di queste giovinotte, o se ‘semplicemente’ il suo sia un voluttuoso amore per la bellezza da sbarcare a Strasburgo come se fosse Canale 5; di fatto avendo la Lario avuto un passato scollacciato, è secondo peso destinato a una seconda misura. L’ottuagenario di successo sposato che allenta la pacca sul culo alla giovinotta di primo pelo è ovviamente uomo di mondo, e quindi non solo perdonabile ma nemmeno riprovevole, mentre lei —che a sentir Feltri e alcuni altri bravi pare sia stata raccattata dal Cavaliere in una casa di piacere come mamma l’ha fatta con un pugno di quattrini in una mano e la sottana nell’altra— è chiaramente una puttana, e deve tacere ringraziando iddio che il pappone di turno l’abbia cavata dalla miseria per via delle sue lussuosissime grazie punto e basta.
Tutto questo mentre ci si vorrebbe fregiare di essere un paese che candida con naturalezza donne qualificatissime al pari di uomini, sia mai che a qualcuno venga in mente di ribadire che siamo un popolo —tra l’altro— di misogini terminali.

Che Mara Carfagna tra qualche anno possa prendere la stessa strada? Che arrivati gli anta e cominciandole a ciondolare le rotondità la si rimpiazzerà, ricordandole in caso di tacere ché anche lei i suoi bei calendariozzi pelo al vento in curriculum li ha?

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Ridi pagliaccio…

23 April 2009 Ry Cooder 6 comments

Non so quali siano i vantaggi concreti (e quindi non populisti) che abbiano spinto the Dwarf Knight a fare il G8 non più a la Maddalena ma a l’Aquila; temo però che non ce ne siano. Certo immagino sia l’ennesimo colpo gobbo in vista del famoso 52 percento di popolarità che il premier sostiene di voler raggiungere entro le consultazioni europee, e il terremoto è un’onda che si farà cavalcare ancora a lungo.
Chi lavorava alla Maddalena però ora è rimasto a casa dalla mattina a mezzogiorno senza un perché, e senza nemmeno uno straccio di indennità. E questo senza che il presidente di questa regione muovesse un dito.

Se sentite ancora qualcuno dire che «il Sardo lo freghi una volta sola», per favore, sputategli in un occhio da parte mia.

Categories: Politica, Think about it