“There will be blood”

[****1/2]

Praticamente chiunque abbia scritto di cinema negli ultimi cinque anni, ha scritto che dopo l’undici settembre l’America, e Hollywood di riflesso, ha perso parte della propria umanità e si è dedicata a un mood di cinema che lascia più respiro ai lati oscuri e peccaminosi dell’animo umano piuttosto che alle sue virtù.
Probabilmente se ci si fosse presi la briga di scoprire registi come Clint Eastwood prima dei suoi colpacci da botteghino (“Mystic River” e “Million Dollar Baby”), si sarebbe scoperto che il cinema verista ha radici sparute ma molto profonde fin da tempi non sospetti. Più precisamente dai tempi di film come “the Unforgiven” o “Un mondo perfetto”. Fatti quattro conti, ci si potrebbe rendere conto che l’undici settembre è stato più una coincidenza con l’esplosione del filone verista ad Hollywood;
”There will be blood” non è altro che l’ennesimo film in pochissimo tempo che sale sul carro dei ‘vincitori’ cavalcando l’onda della nuova emotività cinematografica del cinema d’autore statunitense.
E lo fa con molto garbo, non c’è che da dargliene atto.

I diciassette minuti di pantomima con cui inizia il film sono una dichiarazione d’intenti; ‘costringono’ l’attenzione su una fotografia squisitamente post-moderna e inquadrano le intenzioni di un film con dei dialoghi molto concisi, praticamente da teatro.
Due ore emmezza di camera a mano che sono una metafora continua, quasi una provocazione o un verso. La macchia di petrolio che bagna la lente della cinepresa dopo qualche minuto di film è un omaggio quasi testuale a Kubrick; addirittura per alcune inquadrature Anderson usa una vecchia cinepresa Pathe del 1910 con uno stranissimo obbiettivo da quarantatré millimetri, dando una discromia negli angoli che inconsciamente getta negli occhi dello spettatore una fiammata di inizio secolo scorso che si addice quasi maniacalmente a una pellicola come questa.
Le inquadrature sono tutte per i personaggi e, di tanto in tanto, per le loro appendici oggettuali. Il campo inizia e si conclude di norma con un personaggio, proprio perché questo non è un film d’ambientazione, o proteso a una fotografia d’ambiente, ma un film umano che più umano fa davvero un’impresa pensarci.

In uno sfondo dominato dal sogno americano come quello di inizio secolo scorso, “There will be blood” è una parabola epica del vizio umano. Viene alla luce come una cronaca amorale e cinica di un palcoscenico calcato solo da hybris e tracotanza fatte persona.
La sete di potere, danaro e affermazione scalzano qualunque altro valore come una palla in corsa contro i birilli (curioso lapsus, come paragone), al punto di offrire un film senza figure femminili per sgomberare il campo da tentazioni amorose o accenni a uno scheletro di famiglia, e popolato dalla testosteronica e rabbiosa lotta per la supremazia.
Un palcoscenico dove i bambini si battezzano non con l’acqua santa ma col petrolio. E non parlo metaforicamente.

La secchezza della parabola di Anderson è metafora dello sfondo, privo di vegetazione e di altra ricchezza se non del petrolio. Proprio come i personaggi che la popolano e delle musiche che li scandiscono.

Daniel Day-Lewis fa a questo film quello che Jack Nicholson ha fatto per il primo Batman di Tim Burton. E cioé praticamente tutto.
Lo stesso regista ha ammesso che il film non ci sarebbe stato se il premio Oscar protagonista non avesse accettato la parte.
Ma per fortuna così non è stato, e grazie a lui Anderson ha portato nella vergine California di inizio ‘900 un perfetto Dracula con una meravigliosa cadenza british e con un sopracciglio da far digrignare i denti sotto i baffi; un personaggio che marcia sparato verso il perielio dell’umanità spinto solo dalla coscienza del sé come unico e incontrastabile valore.

Un personalissimo e ben riuscito omaggio al post-modernismo che Kubrick ha reso grande.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s