Money…

Il colpo di coda di Visco è stato geniale, non c’è che dire. Degno del migliore statista dei tempi d’oro del Cremlino. Impeccabile nella sua serpentina tempestività (il PD oramai non ha più niente da perdere quanto a popolarità) e nel suo ‘lestofantiaco’ nascondersi dietro una foglia di fico («i redditi sono sempre stati dati alla portata di tutti in Italia»).

Riassumiamo le puntate precedenti per chi se le fosse perso. Prodi incentra la sua campagna elettorale prima, e la sua politica di Primo Ministro dopo sulla lotta all’evasione fiscale. «Pagare meno per pagare tutti», dichiara a un giornalista che gli chiede lumi sui suoi buoni propositi. Poi si consulta coi suoi segretari e i suoi ghost writers e ritratta: «pagare tutti per pagare meno».
Ok, ci siamo.
Viene il momento della resa dei conti: con una spicciolata di voti di maggioranza, l’Ulivo convola a Palazzo Madama per la formazione del governo. È tempo di mantenere le promesse, e il buon Romano non si tira indietro; congela ogni possibilità di ulteriori condoni fiscali e lascia che ogni evasore del Belpaese affronti la trafila giudiziaria verso il proprio destino.
Ma i conti sono ineludibili, e anche se —come diceva Napoleone Bonaparte— «in politica l’assurdità non è un difetto», ci si trova a fine mese a dover pagare i conti, i quali hanno il brutto vizio di sottostare alla matematica, più che alla retorica, e che quindi non sono manipolabili a lungo. E questo conti, con i tempi tecnici della Giustizia italiana sono più cambiali senza timbro né firma, che saldi a buon fine.
In buona sostanza la filosofia senza ‘ma’ e senza ‘se’ sul fronte dell’evasione si scontra e si scorna con la dura realtà.
Urge una soluzione che ci metta una toppa. Urge un’innovazione che faccia fare al cittadino medio quello che il Fisco non riesce. Stanare i piccoli ma numerosi evasori che brulicano come formiche ovunque per lo Stivale.

Lampo di genio.

Un paese che ha procrastinato all’ottava edizione uno show puramente guardone e pecoreccio come il “Grande Fratello” non può non attendere con ansia che gli si serva l’occasione di sapere quanto ha guadagnato il vicino, il collega, il commercialista, l’avvocato e via discorrendo. Un modo come tanti per guardarlo con sprezzo o con rispetto (a seconda), la prossima volta che lo si incrocia, ritarando tutta la considerazione che ha di lui in base a quello che è il suo status symbol di contribuente.
Da’ al cittadino un motivo per essere figlio di puttana e lui venderà anche sua madre pur di non deluderti.

Ed ecco online uno per uno tutti i contribuenti dell’anno 2005.

Nella mia pur breve vita di contribuente non ho mai avuto problemi a parlare del mio reddito, indipendentemente dal quanto questo fosse decoroso o scarso, a seconda dei tempi. Non solo, ma trovo ridicolo il pudore finto umile con cui l’Italiano medio parla del proprio tenore di vita; neanche stessi tentando di violentare l’intimo della sua più recondita privacy.
Tuttavia questa è una mia china personale, e in uno stato liberale (come si auspicherebbe che sia quello in cui viviamo), le scelte personali dell’individuo non sono affare della Giurisprudenza. Il fatto che lo Stato autorizzi chiunque a guardare i redditi di chiunque altro nella speranza che vengano a galla i liberi professionisti con villino, yatch e SUV ruggente e che dichiarano una manciata di euro all’anno è un abominio. Né più né meno del Partito che in Unione Sovietica premiava i delatori che denunciavano i vicini di casa complottisti o «nemici del Popolo».

La cosa che più mi amareggia poi è che ci si è cascati con tutte le scarpe.
«Se non hai nulla da nascondere allora non ti devi preoccupare» credo batta tutte le bestialità che mi son sentito rispondere quando ho espresso le mie perplessità sulla manovra del Tesoro. Ma non son nemmeno tanto in vena di fare classifiche, e le battute hanno tutte quel gusto agrodolce che sfuma nell’amaro.

Bravo Visco. Hai fatto breccia nel cuore degli Italiani e hai scatenato la mentalità da gregge che c’è dentro.
Adesso vediamo cosa bisognerà inventarsi per batterti in questo gioco al ribasso. 

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3 thoughts on “Money…

  1. G.

    … è facile sputare sentenze: stare tranquillamente seduti davanti ad un pc e diffondere il verbo!

    Sai non è bello scoprire che guadagni più del proprietario dell’appartamento nel quale lavori, che possiede un bmw e si permette di trattare il prossimo come meglio crede.

    E’ triste per una persona onesta!

  2. Già. Esattamente il genere di —legittimo— risentimento su cui vuole far leva Visco.

    (Peraltro sono certo che da oggi il proprietario dello stabile di cui riferisci dichiarerà fino all’ultimo centesimo, visto che gli hanno pubblicato la dichiarazione dei redditi su internet…)

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