One pill makes you larger, and one pill makes you small…

«Siccome tra cinque anni governeremo noi, dovremo avere un Paese che consenta un’azione riformista»

Walter Veltroni

 

Commovente.
Certe perle zarathustrine sfociano nel grottesco se si pensa che tristemente nessuno (un giornalista, potrei auspicarmi) è in grado di andare a colloquio con questa persona per chiedergli che cosa significa secondo lui «riformismo». Mi ricorda tanto una frase attribuita a Prezzolini che recitava più o meno «Il conservatore non è contrario alle novità in sé, ma almeno non scambia l’ignoranza degli innovatori per novità».
Veltroni non ha perso perché l’Italia voleva Berlusconi, ha perso perché s’è fermato in mezzo all guado: non è riuscito a staccarsi dal vecchio retaggio di una sinistra darwinianamente superata e non è riuscito a trasformarsi in un partito laburista o democratico all’anglosassone come vorrebbe far credere col nuovo nome che s’è dato. E nel disperato tentativo di tenere il piede in due staffe è caduto da cavallo ancora prima di salirci. È stato l’unico disgraziato, in un habitat dove si praticano trasformismo e doppiogiochismo con una disinvoltura che oramai ha fatto proverbio, a non saper praticare nessuna di queste due discipline, tirandosi addosso a tratti addirittura le risa fino dei suoi elettori.
S’è fatto additare a mo’ di scemo del villaggio in un panorama di minus habentes, s’è beccato del «voltagabbana» da dei franchi tiratori professionisti, ed è riuscito perfino a far sentire ancora una volta tradito un elettorato (quello di centrosinistra) che s’è beccato più pugnalate di Cesare negli ultimi quindici anni. Il tutto mentre dichiara candidamente che farà «governo ombra» (forse non l’hanno informato del fatto che alle ultime elezioni è stato trombato, e che in uno stato democratico chi è stato trombato non governa), che farà «opposizione inflessibile» (e non gli hanno detto neanche che per avere un’opinione contraria a quella di qualcun altro è necessario prima avere un’opinione tout court) e che tra cinque anni governerà lui.
Nemmeno il fumo, parliamo di una persona che vende il vuoto pneumatico.

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12 thoughts on “One pill makes you larger, and one pill makes you small…

  1. DDT

    Devo dire che, se tanto mi dà tanto, il PD ha demandato l’opposizione alla comunità europea. Da quando Berlusconi è tornato al governo, non ha perso tempo:
    – ha danneggiato la proposta ragionevole di risanamento dell’Alitalia a vantaggio della sua e dei suoi fidi, che di ragionevole non ha proprio nulla.
    – ha instaurato il solito clima di “dagli al magistrato”, quasi come se le dozzine di reati a suo carico fossero colpa dei magistrati.
    – ha rilanciato l’ennesimo spreco di denaro pubblico, ossia le Grandi Opere, di cui ancora non se n’è vista una- ha lanciato la corsa all’energia nucleare senza avere un briciolo di programma
    – ha reimbastito il suo teatrino per bloccare la libera concorrenza nel mercato televisivo e bancario
    – promette licenziamenti nel pubblico impiego (cosa a cui sarei favorevole, se non fosse che sappiamo benissimo chi e come verrà licenziato e chi e come non lo sarà)
    – prelude alle ronde padano-fasciste e all’intervento militare permanente
    – ha già fatto intendere che non ci sarà più libertà d’informazione
    – ha chiuso nel cassetto ogni proclama di investimenti nell’università e sui ricercatori

    Tutto questo ha fatto suonare l’allarme rosso nella comunità europea, che non fa passare giorno senza lanciare critiche forti, mentre invece Veltroni dorme tranquillo e auspica un futuro migliore. Senza fretta, c’è tempo; cinque anni passano in fretta, meglio prendersela comoda.

    (quanto al metaforico venditore Veltroni, sei troppo generoso. Veltroni non vende nè arrosto, nè fumo, nè vuoto; il vuoto lo compra, al prezzo dell’arrosto, e lasciando la mancia)

  2. Uhm…

    In teoria potrei anche essere d’accordo, ma non capisco come si possa parlare ancora di proposta ragionevole di risanamento dell’Alitalia

    (cioè, se una compagnia aerea fallisce, da quand’in qua bisogna che il governo si prodighi per risanarla?)

  3. Beh DDT, io auspico che oramai nessuno più si meravigli delle azioni di Berlusconi, tanto più che è la terza volta che poggia il culo nella poltrona di palazzo Chigi. Sperare che facesse qualcosa di meno era pura fantasia, senza nessuna scusante.
    Se Veltroni fosse stato eletto Presidente del Consiglio avrebbe fatto una trattativa da collegiale sbronza con Air France, calando le braghe al primo accenno di bagarre e svendendo Alitalia e soprattutto Malpensa a un diretto concorrente che avrebbe affossato tutto il traffico per lo scalo lombardo e avrebbe fatto solo ed esclusivamente il proprio interesse per le infrastrutture e le tratte dell’attuale compagnia di bandiera. La cordata di Berlusconi —per quanto non fosse la soluzione migliore tout court— era la soluzione che mi piaceva di più, perché almeno faceva rimanere in Italia un’azienda che noi Italiani abbiamo pagato salatissima e di tasca nostra per cinquant’anni; peccato che il fatto stesso che si trattasse di una promessa di Berlusconi fosse anche garanzia di una bufala DOC.
    Le riforme? Perso nel rivoltante calderone della propria inettitudine, avrebbe fatto un papocchio di quella che è —ed è da anni— la proposta di legge per la riforma della magistratura, cercando, com’è di sua abitudine e indole, di salvare capra e cavoli, senza scontentare nessuno e soprattutto cercando di mistificare ogni propria responsabilità in merito (ne sanno qualcosa i Romani: «’ndo sta Walter?» dicono di solito in questi casi).
    In nome di questo famosissimo «riformismo» che in realtà è puro populismo qualunquista a ventiquattro karati avrebbe varato una serie di piccole manovrine senza spunto né spina dorsale né ideologia sia in campo fiscale che economico, tentennando com’è sua consuetudine fino a far perdere tempo a una situazione finanziaria che non ha tempo.
    Probabilmente non avrebbe imbavagliato stampa e televisione come è nella filigrana arrogante del Cavaliere, ma siamo sicuri che ci sarebbe voluto un giornalista per dare un’opinione sull’eventuale operato di un PdC come Veltroni?
    Per quanto riguarda la frase di Brunetta sono troppo di parte. Sono per l’abolizione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in ogni campo e su ogni livello; in ambito pubblico poi sono talmente nauseato dalla piega proverbiale che ha assunto l’ambito lavorativo italiano che IMHO un impiegato statale va licenziato prima ancora di trovare una «giusta causa» (Tuna, questa qui a fianco era una battuta: aspetta ad abbaiare). Lo statalismo in Italia ha fallito: e non è certo una mia opinione.

    (In sostanza sì: sono d’accordo con alcune delle cose che dici, ma questo non fa testo e non toglie che a ‘sto giro l’elezione sia stata una roulette russa con sei pallottole su sei caricate. Praticamente sulla scheda elettorale c’era scritto «preferite che vi spariamo nel ginocchio destro o nel ginocchio sinistro?».
    Che Berlusconi avrebbe fatto quello che ha fatto —lo ripeto ancora una volta— lo sapevamo tutti, davvero tutti. Quello che mi fa davvero girare i coglioni è che ancora una volta non ci sia nessuno che batta i pugni sul tavolo e offra una *seria* alternativa. Ma d’altronde, di riffa o di raffa Berlusconi fa gli interessi di tutti.)

  4. nonnoj

    generale vedo con piacere che tutto sommato la buona aria atlantidea ed il fresco mirto fanno viaggiare a 1000 il tuo neurone solitario, attento a non diventare il novello Aleksei Grigorievich Stakhanov de noartri…….

    direi che riassumi tutto nell’ultima frase: Ma d’altronde, di riffa o di raffa Berlusconi fa gli interessi di tutti.

    e quindi, che cazzo hai sprecato lettere e tempo nostro per tutto quello che c’è scritto sopra????

  5. DDT

    Cood, un paio di commenti.

    – Non si può unire un mercato del lavoro che predilige di gran lunga soluzioni a tempo determinato con un sistema economico che sbarra la strada ai lavoratori di questo tipo. Non vogliamo certezze? Benissimo, che sia così. Ma voglio andare in banca a chiedere un mutuo e ottenerlo. Voglio poter comprare una casa, o un’auto anche senza garanzie. Negli USA è così, in Italia no.

    – Lo statalismo ha fallito perchè parte dal presupposto che ogni cittadino faccia coincidere il bene personale al bene dello stato. In Italia non funziona così: il bene personale e quello statale sono quasi antagonisti, al punto che tifare Italia agli europei e evadere le tasse è patriottismo mentre il contrario è antipatriottico.

  6. Beh, non capisco perché dovrei abbaiare: sugli statali ho da far cadere granate anche io…

    (tanto mia madre non è mica una statale)

    Per il resto quoto DDT, finché con un contratto a tempo determinato avrai tutte le porte sbarrate, è piuttosto pericoloso anche solo far annusare proposte di questo tipo.

  7. No, e perché? Con i contratti cosiddetti «atipici» che girano oramai da anni le banche da mo’ che si sono piegate e hanno iniziato a concedere mutui anche a persona senza contratto «tradizionale» a tempo indeterminato. Inizialmente le condizioni erano meno vantaggiose, ma adesso per questioni di mercato la forbice si sta restringendo. È chiaro che in un panorama dove è il contratto di lavoro vecchia maniera ad essere estinto, chiunque debba emettere prestiti *deve* adeguarsi alla nuova tipologia di clientela, pena l’essere escluso dalla competitività.

    Tuna, alludevo ai razzi gialli…
    E comunque io non proponevo di introdurre o incentivare i contratti a tempo determinato, ma di sostituirli agli attuali a tempo indeterminato; far sì che diventino la norma, in pratica. Per spezzare, tra le altre cose, il vetusto e falso pregiudizio instillatoci dalla mentalità sindacale che sia la classe lavoratrice a dover pietire il lavoro dalla classe dirigente.

  8. Cooder, da quant’è che non cerchi casa?

    Se voglio un contratto di affitto prima casa, devo esibire un contratto di lavoro a tempo indeterminato o la garanzia di qualcun altro che ce l’abbia.

    Il che nel mio caso significa che se mia madre muore, una certa fetta del mercato immobiliare mi resta preclusa.

    Che poi “in futuro” il mercato degli strozzini legalizzati e quello degli immobili debbano adeguarsi non lo nego, ma chissà perché in Italia certe cose succedono sempre con un certo sfasamento. Di anni.

    (Se poi mi spieghi cosa vuol dire pietire, rispondo anche alla seconda parte)

  9. Qualche mese che ho smesso.

    Genova è un buco di culo spiaggiato, e non fa testo. Una buona fetta delle agenzie immobiliari s’è piegata alla necessità di avere come clienti persone con contratti atipici, e un’altra fetta ci sta pensando per stringente necessità. Naturalmente sto parlando delle grandi città, e non sto parlando della norma tout court, ma di una nuova tendenza in aumento.
    E in ogni caso lo scenario che ipotizzo è privo di preferenzialismi: ossia non ci sono contratti a tempo indeterminato, quindi o ti adegui o i tuoi clienti sono riassumibili nel famoso numero della matematica araba che i pensatori greci tanto impauriva.
    Lo sfasamento di anni è fisiologico nel Belpaese, nessuno lo negherebbe né in questo, né in qualsiasi altro campo.

    Piccola nota: abolire i contratti di lavoro a tempo indeterminato non significa abolire la giusta causa e bona lì. Significa adattare con una serie di normative il mercato del lavoro a una nuova tendenza. Significa introdurre *prima* delle norme per evitare che una liberalizzazione si trasformi in legge della giungla. Significa fare delle ovvie eccezioni per chi non può essere ‘concorrenziale’ sulla piazza (invalidi totali o parziali, dipendenti senza esperienza e via discorrendo).

    (Va bene essere taccagni, ma sei sicura di non avercelo già un dizionario di italiano in casa?)

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