“the Dark Knight”


[***1/2]

A freddo, credo possa definirsi una delle più grandi delusioni di quest’anno. Non perché non sia bello, anzi; ma “the Dark Knight” ha subito troppi e troppo evidenti rimaneggiamenti da quando è stato girato. La WB ha spostato il riflettore dall’eroe all’antieroe non come voleva Frank Miller (oppure anche Alan Moore), che aveva ripreso le redini di “Batman” per rimodellare “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” con uno stile crepuscolare e introspettivo in cui il confine hero versus villain era sfumato, serpeggiante e nebbioso; la morte di Heath Ledger ha ‘richiesto’ alla post-produzione del film un’overdose di attenzione per il villain costringendo a una serie di ‘correzioni’ in viaggio che hanno svilito il valore globale del film.

Da quando prende battute il film fa delle promesse che, se fossero state mantenute, avrebbero tracciato un nuovo significato per il filone dei ‘supereroi al cinema’; gli spettacolari cinque minuti del capitolo della rapina in banca con cui apre “il Cavaliere Oscuro” contengono scene che scandiscono come un metronomo una dinamica e un montaggio da far intirizzire nelle poltrone. La telecamera ‘calma’ in una ripresa concitata ha il potere —troppo trascurato, di norma— di rendere anche il più piccolo particolare, è un occhio gelido e imparziale che lascia che ogni frammento di emozione passi imperterrito dalla scena del set all’occhio dello spettatore. È didascalicamente l’occhio del regista sulla sceneggiatura, come da manuale.
Ma poi l’attenzione e la cura sfumano e si perdono. 

Su Heath Ledger si potrebbe dire tutto il bene di questo mondo (e anche di quell’altro, ormai), ma sentire doppiaggi come quello che gli è stato crocifisso addosso in questo film fanno seriamente valutare l’ipotesi di abbandonare definitivamente i film doppiati e di vederli solo in lingua.
Il suo Joker è superbo, antipaladino punk, genuinamente perverso e privo del minimo Romanticismo. Divertito da se stesso e mosso da un ideale tanto quanto il proprio contraltare ‘buono’.

E poi?
E poi basta.

Il film sembra perdersi dietro a inquadrature poco convinte, montaggi approssimativi, scene d’azione a volte condite con «americanate», dialoghi che lasciano il tempo che trovano e interpretazioni che sembrano essere messe in disparte. Anche Cain e Freeman danno una prova a un polmone solo, rimanendo sbiaditi e servendo due personaggi che sembrano minestre riscaldati dei loro relativi in “Batman Begins”.

Non fosse stato il film più pubblicizzato e chiacchierato degli ultimi anni, non ci fosse stata un’aspettativa schiacciante, praticamente in adorazione per ogni suo singolo fotogramma, e non fosse stato deturpato per il codazzo seguente il caso mediatico sulla morte di Ledger, probabilmente sarebbe stato (come sostengono in molti) il miglior film su un supereroe.
Così com’è, è solo un sauro dipinto di bianco per esigenze di mercato.

A dark knight’s tale

Nove virgola sei su dieci e numero uno assoluto nella classifica dei film meglio votati di sempre su IMDB, e con un numero già altissimo di votanti (addirittura quattro punti percentuale di distacco sul secondo classificato: “the Godfather”). Record di incassi nel primo giorno e nel primo week/end di proiezione. Quattromilatrecentosessantasei sale a disposizione per il primo giorno di proiezione. Maggior incasso di sempre con le anteprime nei cinema IMax (seicentocinquantamila dollari).
Qualunque cosa abbia combinato a ‘sto giro Cristopher Nolan, pare abbia fatto centro.
Nel dubbio, domani sera sarò al Warner Village di Quartucciu.

(…e perché non mi si dica che mi faccio mancare qualcosa, ‘stasera prima di tornare a casa raid aereo in pescheria e Paella de Marisco per cena. Tié!)

Saturday, bloody saturday…

Uno al mare ci va per rilassarsi e passare una mezza giornata a gratinare sotto il sole in pace, con i bimbi che zompettano in acqua e le procaci Karalitane spiaggiate come quarti di manzo dal macellaio, non per rimanere dalle sei del pomeriggio fino alle nove emmezza di sera chiuso in macchina in un inferno di lamiere roventi tentando di riguadagnare le porte di Pusuruddu City.
Eccheccazzo.