Ippocrate, chi era costui?

Da una settimana circa soffro di un dolore alle falangi del piede destro; diciamo non troppo lontano dall’articolazione della caviglia e pressapoco tra il terzo e il quarto dito.
Ieri dopo infiniti tentennamenti e inenarrabili tentativi per mandar via il dolore, mi decido a chiamare la guardia medica di Cagliari. Risponde una vocetta seminasale dal fare svanito e stressato a metà tra Valeria Marini e Marisa Laurito, ma con una cadenza molto più pusuruddu, appartenente probabilmente a un individuo tra i trenta e i trentacinque anni.

 

— Guardia medica, buonasera…

— Buonasera, senta da una settimana circa soffro di un dolore piuttosto insistente a un osso del piede destro, non troppo lontano dalla caviglia…

— Da quanto ha male?

— …da una settimana, dicevo…

— Ho capito. Ha rossore?

— No…

— Ha precedenti di infezioni da fungo?

— Infezioni da fungo? No… beh, dieci anni fa ho avuuto un’impetigine, ma non so…

— Si sono verificati ingrossamenti o irritazioni cutanee?

— No, solo un leggero ingrossamento quando cammino molto… ma il dolore e dentro, da fuori non sembrano esserci altri sintomi evidenti…

— Dobbiamo trovare un antimicotico… ci sono stati molti casi di infezioni da fungo in questo periodo a Cagliari…

— Ma no… io sento male dentro, tra l’osso e l’articolazione… al massimo sarà il muscolo, no?

— No no… in questo periodo un sacco di persone si stanno ammalando per un’infezione da fungo… comunque ha un antinfiammatorio a casa?

— No, non ho niente… mi dica lei cosa posso comprare…

— Io andrei sulle creme… [mi dice il nome di una crema antinfiammatoria] …lo cosparge sul piede e l’arrossamento dovrebbe andar via…

— …

— È ancora lì? Pronto??

— Non ne ho di arrossamento, signorina…

— Eh, meglio così, no?

— …

— Lo applichi per cinque giorni, due volte al giorno.

— [Mettendo le mani avanti] Ok, entro quanto dovrebbe andar via il dolore, un paio di giorni?

— [Con accento cagliaritano sempre più marcato] Sì però lei lo metta per cinque giorni, mi raccomando!

— Sì certamente, ma se per assurdo entro tre giorni al massimo non va via il dolore vuol dire che non sta facendo effetto o che è un’altra cosa, giusto?

— Sì, però lei lo metta per cinque giorni!

— …

— Ora cortesemente dovrebbe darmi il suo nome, devo mettere i suoi dati in archivio…

— D’accordo, mi chiamo Daniele…

— Daniele…

— Faccio lo spelling del cognome: Savona, Torino, Italia…

— No, no, prima mi dica il cognome, poi dov’è nato…

— [Soffoca un embolo fulminante che lo sta per paralizzare] Quello era il cognome… comunque… [gli dico il mio cognome]

— [Con aria quasi afflitta] Non ho capito! Mi fa lo spelling?

— Appunto! Savona, Torino, Italia…

— Ma no, ma no! Le lettere del suo cognome!

— Esse, Ti, I, Gi, Elle, I…

— [Con aria sempre più afflitta e la cadenza che ricorda «Pippo-pippo!» del “Drive in” di Italia 1, vent’anni fa] No perché lei non è sardo!

 

Taglio le ultime due righe di conversazione per decenza.

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