Mock dogfighters

«Sono orgogliosa di essere fascista»

Daniela Santanché, al termine della registrazione
di una puntata di “Annozero”, della quale dice:
«ho passato dei momenti veramente brutti, sono ancora scossa»

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17 thoughts on “Mock dogfighters

  1. Roano

    Non ho cap..

    ..ito, ma quei negracci se la volevano inchiappetare?
    Dalle immagini in TV pareva scossa, ma pure un poco eccitata la porcona..
    E comunque un presidente della Camera (del quale ometto il nome..) tempo fa definì Mussolini il più grande statista del secolo…
    Lo stesso fu da me visto salutare, durante un comizio a CA, negli anni ’70, col saluto fascista..

  2. Beh, le dichiarazioni che ha rilasciato in apertura tutto sommato non erano reazionarie come si voleva far pensare: ha detto semplicemente che per lei un clandestino rimane tale anche se non delinque, e che per quanto riguarda l’allarme delinquenza degli immigrati secondo lei un criminale è tale indipendentemente dal colore della sua pelle.
    Certo, quando poi s’è detta –appunto— orgogliosa nostalgica del ventennio qualche reazione alterata è riuscita a portarla a casa.

    Fini fino una quindicina di anni fa lo si vedeva spesso con la mano aperta in un saluto da piazza Venezia e il mento mussoliniano verso i giovani dei circoli nostalgici di Milano. Me ne ricordo molto nitidamente. Ma è da anni che dice di aver abiurato al suo cuore nero; ora si accompagna preferibilmente a conservatori e nazionalisti in carta semplice.

    Ti devo dire la verità: che uno si professi fascista a me non urta più di tanto; la libertà di opinione e fede politica è anche questo. Quello che mi fa suonare un certo campanello d’allarme è che una dichiarata fascista (la porcon… *ahem* …la Santanché) sia entrata —dietro esplicito invito del Dwarf Knight— in Forza Italia.
    Di fascisti ce ne sono a frottel, là dentro; ma prima d’ora avevano almeno una certa vergogna che impediva loro di fare outing

  3. Nevvero

    “…che uno si professi fascista a me non urta più di tanto; la libertà di opinione e fede politica è anche questo.”

    Non sono d’accordo. Il fascismo e la semplice apologia del fascismo sono reati, secondo la nostra Costituzione.

    Il problema è che ultimamente – complice uno spudoratissimo revisionismo e l’ipocrisia di una certa classe dirigente dal cuore nerissimo – si sta sdoganando come un “peccatuccio veniale”, l’essere fasci.

    Siamo, al solito, un Paese privo di memoria storica.

  4. Non è tanto la costituzionalità o meno, che può essere arbitraria – anche se non dovrebbe. Tuttavia non si deve dimenticare che nell’ideologia fascista è contenuta l’apologia della violenza e dell’intolleranza – cosa che almeno a livello puramente teorico non è contemplata dal comunismo; ed è per questo che parlare di libertà di opinione diventa pericoloso quando si tirano in ballo i fascisti, perché la espressione della loro libertà di opinione diventa minaccia verso le minoranze.

  5. Nevv, è proibita dalla costituzione la ricostituzione del disciolto partito fascista, e recentemente è perseguibile anche l’apologia di fascismo, se non ricordo male.
    Ma non trovi che dichiarare la libertà d’opinione e poi censurare un’opinione —pur pessima— sia un controsenso e una contraddizione in termini?

    (Tuna, cosa c’entra il comunismo?)

  6. Non c’entra col tuo discorso, ma spesso l’obiezione che viene fatta quando si prova a criticare l’apologia del fascismo, è quella a “specchio riflesso”: e perché del comunismo no?

    Il succo della risposta è: l’ideologia fascista, fin dalla sua radice, è incompatibile con la democrazia e con la stessa libertà di opinione della quale tanto sentono la mancanza. L’ideologia comunista, almeno nella sua essenza, no.

  7. Va bene, ma all’altra obiezione cosa rispondi? Dichiarare la libertà d’opinione e poi censurare un’opinione —pur pessima— non è un controsenso e una contraddizione in termini?

  8. Sì; se si limitasse ad essere solo una speculazione.
    Detta da un politico mi fa temere che voglia mettere in atto certe idee non proprio libertarie.

  9. nevvero

    Ho controllato, Gen, e hai ragione: la Costituzione vieta esplicitamente solo la riorganizzazione e l’apologia.

    Trovo tuttavia un controsenso giustificare il Fascismo appellandosi alla stessa libertà d’opinione che nega.
    Sarebbe come chiedere a Dio di farci diventare atei.

    Inoltre, la Repubblica Italiana è nata grazie agli sforzi congiunti dei movimenti antifascisti, senza lo sforzo dei quali saremmo probabilmente divenuti il 52esimo stato americano.

    Se parliamo di Storia, ognuno ha diritto ad avere le sue opinioni in merito. Se parliamo di Repubblica Italiana, il Fascismo è una delle antitesi dell’ordinamento giuridico in vigore.

    Nevv

  10. Sì, quello che dici su larga scala e da un punto di vista formale è vero, e non solo in Italia. Nell’ex-repubblica della Jugoslavia era vietata la ricostituzione del disciolto Partito Indipendentista, in URSS era vietata la ricostituzione del Movimento Menscevico, e via discorrendo. Ogni governo nato dopo una rivoluzione proibisce la costituzione del partito o della corrente politica precedentemente rovesciata, battuta o soppiantata. L’unica eccezione, che io sappia, sono gli Stati Uniti, che proibiscono il comunismo senza essere mai stati soggetti a un governo comunista.
    Ma se da un punto di vista formale sono d’accordo che una corrente politica esplicitamente totalitaria e illiberale sia da evitarsi a norma di legge in uno stato ceh vuole dirsi democratico o comunque basato sulla libertà del singolo cittadino, non sono d’accordo che questo debba estendersi anche —appunto— al credo di questo singolo cittadino. In soldoni posso comprendere —e appoggiare— che non si permetta la costituzione di un nuovo Partito Fascista, ma non che un singolo personaggio non possa definirsi «fascista» per ideologia.

  11. sinuhe

    quoto il Cuder!
    un conto è il giudizo – per quanto opinabile – storico sul Fascismo del ventennio, un conto il giudizio sul Fascismo come ideologia puramente espressa.

    del resto la possibilità di esprimere la propria idea – quale che sia, anzi a maggior ragione se non condivisa e minoritaria – costituisce la cifra di differenza tra un regime totalitario e uno democratico.

    quando una forma di stato o di governo per difendere se stessa arriva a impedire una libertà d’opinione o di espressione diviene fatalmente ciò che vuole combattere.

    del resto a giustificare il reato di apologia di fascismo mentre manca quello parallelo sul comunismo basta il fatto che in Italia un regime comunista non c’è mai stato…

    “non condivido ciò che dici ma lotterò sempre perchè tu abbia il diritto di dirlo” disse Voltaire ( suppergiù )…

  12. Carlo

    Sono d’accordo che la libertà di espressione del singolo individuo debba essere sacrosanta, ma non concordo con la rappresentabilità in sedi democratiche (parlamento, regioni, etc.) dell’ideologia fascista. Anche perchè la presenza in un parlamento “democraticamente eletto” di partiti ad ispirazione totalitaria è una contraddizione in termini.

    Inoltre, se non ricordo male, per “apologia di fascismo”, in italia si intende il tentativo o l’istigazione alla ricostituzione del “disciolto partito fascista”, non la “difesa elogiativa” dell’ideologia fascista.

    Tra l’altro, si possono chiamare come si vuole, ma i vari partiti come forza nuova e fiamma tricolore si richiamano chiaramente a simbolismi di epoca fascista. Inoltre gli esponenti di questi partiti chiedono che gli italiani superino la distinzione fascisti-antifascisti [vedi le recenti affermazioni del ministro della difesa, non appartenente ad un partito fascista ;), sui repubblichini] e reclamano posti di rappresentanza.

    Mi faccio una domanda: poniamo un caso limite in cui partiti ad ispirazione fascista dovessero, per assurdo, ottenere 2/3 più uno dei seggi in entrambe le camere, sufficienti a promulgare riforme costituzionali. Che fine farebbe la Repubblica?

  13. Farebbe la fine del topo, è chiaro.

    Ma è anche vero un altro aspetto chiave di questo ragionamento, e cioé che siamo per definizione in un paese dove chi ha la maggioranza dei voti ha il diritto di promulgare leggi (due terzi, in caso di modifiche alla costituzione).
    Questo non significa che la maggioranza ha ragione. Ma che, siano come siano le cose, ha il diritto di far legge della propria volontà collettiva, entro i termini delle norme vigenti in merito.

    Allora torniamo all’ennesima contraddizione intrinseca. Se un partito —che non si chiama «fascista» ma che intende poi modificare in tal senso leggi e costituzione per trasformare lo stato sociale e politico— viene eletto con ampia maggioranza dagli aventi diritto (facciamo l’ipotesi più nera possibile: tre quarti di seggi), ha diritto questo partito a governare?

    Che piaccia o no, parrebbe di sì.

    (Che poi questo sia uno scenario raccapricciante e che ogni persona dotata di buonsenso non provi nemmeno a immaginarselo, siam tutti d’accordo)

  14. Carlo

    Nota bene: la costituzione italiana si limita ad indicare che il parlamento debba essere eletto “a suffragio universale diretto”. Non specifica da nessuna parte che cosa significhi. Ciò implica che non ci deve necessariamente essere corrispondenza tra la frazione di italiani che hanno votato un partito e la frazione dei seggi delle camere che questo occupa.
    La legge attuale fornisce un premio di maggioranza alla coalizione vincente per “rendere governabile” il paese.
    Sarebbe possibile istituire una legge che porti il premio di maggioranza al 67%… Ovviiamente, si tratta un caso limite, ma se ci sono di mezzo parlamentari con tendenze totalitariste è opportuno non dimenticarlo.

  15. sinuhe

    non mi scandalizzerei più di tanto per la presenza degli estremismi in parlamento, rappresentarli vuol dire in qualche modo provare a includerli, che è meglio che lasciarli allo stato brado dove magari prendono forme più pericolose…

    ma quelle sulle modifiche possibili agli assetti più profondi del nostro sistema politico mi sembrano più che altro ipotesi di scuola, da sensazionalisti…

    la costituzione prevede proprio per evitare casi di quel genere una serie di garanzie che facciano da contrappeso a uno sbilanciamento eccessivo a favore di uno solo dei poteri… le leggi le deve firmare il capo dello stato… possono essere abrogate con referendum… la corte costituzionale stessa può cassarle…

    non credo sia l’uso di certi simboli a costituire una minaccia.
    mi preoccupa di più vedere invece i politici ( e che politici! ) che fanno gli storici. ma questa è un’altra storia…

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