Christmas ate my heart

AlberelloNiente… è solo per riabilitare la mia immagine pubblica di mangiapreti senza valori…

*Corre a nascondersi dietro a un pilone di cemento*

(Scelta dei colori: il sottoscritto. Allestimento e messa in funzione dell’impianto luci: PuntoGì)

Advertisements

Little drops

Benedetto XVI: «il terrorismo mette in pericolo la pace». Trepidante attesa del mondo cattolico per eventuali dichiarazioni su acqua calda e mezze stagioni.

Polemiche per video e canzoni di stampo razzista su YouTube. Maurizio Gasparri deposita querela per plagio presso il tribunale di Roma.

Il ministro Tremonti annuncia per l’ennesima volta la social card da 120€ per gli Italiani in difficoltà economiche. Qualora la misura si rivelasse insufficiente per contrastare la crisi, ha dichiarato di essere disposto ad annunciarla anche un’altra volta.

Crac della Lehman Brothers: Colannino in mattinata dichiara di essere disposto a rilevare il colosso finanziario per salvarlo dalla bancarotta. Nel primo pomeriggio il suo ufficio stampa dichiara che la trattativa è fallita: la colpa pare sia del governo americano che non sarebbe disposto a condonare i debiti, a finanziare a fondo perduto i capitali d’investimento e a promulgare una legge ad personam per rendere tax-free il primo anno di attività della nuova società.

Attentato a Mubai, in India, si contano oltre 100 morti e circa 200 feriti. Osaba Bin Laden diffonde su Internet un video in cui si invoca l’alibi: «mentre esplodevano le bombe stavo facendo un aperitivo con Tanzi alle Cayman Brac».

Recessione economica: secondo Bruxelles l’Italia è maglia nera dell’Unione Europea per rapporto PIL/inflazione. Maroni grida all’errore aribirale e invoca la prova del doping per tutti gli altri stati di Eurolandia.

“Quantum of Solace”

immpg1Camille: «You lost somebody?»
James Bond: «I did»
Camille: «You catch who ever did it?» 
James Bond: «No, not yet»
Camille: «Tell me when you do,
I’d like to know how it feels…»

[***1/2]

A tutti quelli che sostengono che James Bond è Sean Connery, a tutti quelli che pensano che James Bond debba scoparsi metodicamente ogni donna che gli si para davanti per il gusto esteta dell’uomo senza anima, a tutti quelli che pensano che James Bond non abbia un cuore nella cassa toracica, ma una relescrivente che batte solo sopracciglia che si inarcano, ventate di gelo in pellet di intelligenza e freddure d’oltremanica, Paul Haggis tiene una lezione di sceneggiatura. E a tutti quelli che pensano di sapere che cos’è un film d’azione, che cosa sono le scene d’inseguimento, che cosa sono le riprese complicate, e cosa significa una dinamica che inculca sensazioni a tamburo battente nello spettatore, un tizio di nome Mark Forster senza batter ciglio dà una lezione di cinema che è una palla da cannone sparata ad altezza uomo.

Se ci avessero detto che un Bond poteva innamorarsi di una delle sue ninfe da talamo, non ci avremmo mai creduto. Se ci avessero detto che avrebbe anteposto la propria vendetta —e quindi la propria umanità, la propria debolezza, la propria interiorità— al proprio aplomb e alla propria fedeltà alla corona, non ci avremmo mai creduto. Eppure è così, e si è contestato tutto fuorché questo.

Potremmo dire peste e corna sul fatto che la spia che ha fatto la storia delle spie fosse meglio nel gessato sessantinesco di Connery, nei primi piani stucchevoli di Brosnan, o in qualsiasi altro degli interpreti ad interim. Quello che non possiamo negare è che il nuovo Bond non segue la strada di nessuno: ne apre una nuova e ne percorre lo sterrato con la stessa foga e la stessa bramosia con cui si fa inseguire dai cattivi di ronda nella scena d’apertura. E l’inquadratura della bellezza desnuda, stesa morta nella stanza d’albergo di Bond, mostra che questo nuovo capitolo non ha paura di girarsi indietro e strizzare l’occhio, quasi con un disincantato revisionismo al passato. Come un’espressione serena sul ricordo di una ex oramai finalmente dimenticata.
Non si rinnega niente, non si butta niente se non ciò che ha fatto il suo tempo. Per superarsi, e per non diventare inumano, quindi non cinematografico.

Se si poteva far qualcosa per portare JB nel ventunesimo secolo (o nel nuovo millennio, se vogliamo essere iperbolici), questo film riesce a farlo e con risultati sopra le aspettative. E di questo c’è da rendergliene merito al di là di poche altre scelte discutibili. 

Perché il cinema, come tutte le altre forme d’arte, se si fossilizza e s’incamera diventando contenitore e non più contenuto è perduto.

…and it stoned me…

Non si arresta l’ondata di commenti sull’affermazione di Berlusconi che ha definito davanti alla stampa e al premier russo «abbronzato» il neoeletto presidente degli Stati Uniti. Il premier incalza e sostiene di essere circondato da una massa di «coglioni» e «imbecilli» che non comprendono quanto la sua fosse una «carineria» nei confronti di mr Obama.
Nel frattempo il sito del “New York Times” conta 51 pagine di commenti di cittadini italiani che si vogliono personalmente scusare con il neoeletto presidente per le parole del proprio premier. 

«I punti di contatto tra i miei programmi di governo e quelli di Obama sono evidenti», incalza.
Speriamo che i microfoni si spengano prima che Berlusconi si vanti di avere altro in comune coi neri.

(È imbarazzante come non ci siamo accorti di essere l’unico paese in Europa la cui stampa ha quasi unanimamente dato più importanza al fatto che il neo-presidente sia un nero — mulatto, a voler essere precisi— mentre la vera rivoluzione, l’alba di una nuova politca americana e mondiale è nel programma e nel talento di quest’uomo, che voltano le spalle a tutto ciò che è avvenuto nelle camere di potere da Regan a oggi, eccezion fatta per Bill Clinton. Ma una cosa del genere, dei provincialotti incalliti come gli Italiani non la capiranno mai)

Touch your nuts

touch_your_nuts

 

Grande —oltre che in patria— anche l’affluenza alle urne dei cittadini statunitensi all’estero.
L’ambasciatore americano in Italia ha denunciato disguidi e ritardi nel servizio postale di consegna delle schede elettorali per gli aventi diritto. Poste Italiane S.p.A. nega e comunica che a tutt’ora Dwight David Eisenhower è in netto vantaggio sul suo rivale.