Sagedrops

«Quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo, vorrei quasi rispondere: “magari!” Il fascismo è brutto, ma passa. Invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiam saputo amministrare il nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al prete. Ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Non siamo religiosi: siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di Dio gli italiani non se lo pongono. Perciò non siamo mai stati una Nazione: l’unico Stato che conosciamo è quello Pontificio»

Indro Montanelli

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18 thoughts on “Sagedrops

  1. In lin..

    .ea di massima sono daccordo.
    Però ti posso assicurare che 30 o 40 anni fa era peggio.
    Nel senso che allora non era neppure ipotizzabile il poter pensare diversamente dalla “morale” cattolica.
    A meno di essere classificato come un mangiapreti senzadio..
    O un Pannella, Bonino, Adele Facio, Fortuna e compagnia cantante..
    Quello a cui assistiamo oggi è un attacco forsennato e rabbioso di chi sa di vivere un momento di grande crisi e credibilità e come un serpente a cui hanno pestato la coda morde in maniera dissennata.

  2. Nevvero

    ragazzi, mi consigliate qualche bel libro/raccolta di articoli/diario/ecc di Montanelli, ove possa approfondire la conoscenza del suo pensiero?

    (quanto avremmo bisogno di gente come lui e Biagi, in questo periodo…)

  3. sinuhe

    eppure almeno la vituperabile DC aveva un senso della divisione tra Stato e Chiesa che i miserabili politici attuali possono sognare. In questo senso la seconda repubblica è stata un’involuzione…

    pensate di poter condividere una posizione di questo genere: “su certe vicende ( il caso di Eluana Englaro, ndr ) la politica dovrebbe fermarsi sulla soglia di casa del cittadino e lasciare che le scelte rimangano una questione privata, di famiglia”?

    beh, non immaginereste mai e mai con chi siete d’accordo…

  4. No, nònno, non sono d’accordo: non era peggio 30 o 40 anni fa. In quegli anni gli italiani votarono il referendum sul divorzio e quello sull’aborto. Francamente non so come andrebbe a finire oggi, se si rivotassero…

    (Nevvy, è uscito recentemente “La mia eredità sono io. Pagine da un secolo”, un raccolta di articoli di Indro Montanelli, da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli: l’ho comprato ma non l’ho ancora letto; quindi posso solo dirti che è economico (12 euri per 644 pagine…). Se no c’è la sua storia d’Italia, o la ritrattistica, pure molto godibile).

  5. No, Lil..

    .lo.
    Quei referendum finirebbero come allora.
    Infatti nessun fondamentalista cattolico ci prova a riproporli.
    Ma nella vita di tutti i giorni era scontato un atteggiamento che si attenesse alla morale ed al rispetto dei precetti della chiesa cattolica
    Potrei citarti tantissime situazioni a proposito.
    Ma una è quasi ridicola…
    Ufficio matricole al CAR di Arezzo, anno 1978..
    Maresciallo: religione professata?
    Roano: nessuna
    Maresciallo: come nessuna?
    Roano: sono ateo
    Maresciallo: (leggermente colle palle girate) ma sei battezzato?
    Roano: si
    Maresciallo: allora mettiamo religione cattolica..
    Avanti il prossimo..

    E potrei continuare per un ora…

  6. Nevvero

    Grazie, Koba.

    Proprio oggi pomeriggio l’ho visto alla Fnac, il titolo che citi (l’ho sfogliato, ma ho avuto l’impressione – forse immotivata – di avere tra le mani un’operazione di “beatificazione postuma”, una sorta di “bignami per idioti marketing style”, mentre io cerco qualcosa che rifletta un po’ il suo carattere. Spero che dopo averlo letto tu possa smentirmi….)

    Per ora, sto scaricando da emule “montanelli e il cavaliere” di Marco Travaglio, di cui ho letto un gran bene.

  7. Beh, roano non lo so: io credo che abbia ragione sinhue sul fatto che quantomeno c’era una vena di rispetto per la laicità delle istituzioni statali; un maresciallo dell’esercito non fa testo nemmeno per la teoria dell’evoluzione. A titolo di controesempio, io non so fino a che punto si sarebbe spinto allora un capo di Governo per una querelle come quella che c’è stata in questi giorni sul caso Englaro.

    (Chi l’ha detto, sinhue?)

  8. Carlo

    [un maresciallo dell’esercito non fa testo nemmeno per la teoria dell’evoluzione.]

    Sei sicuro? Cambiagli il nome, ma in tutti gli eserciti ci sono e ci sono stati marescialli con la stessa apertura mentale. Non importa come li chiami, ma sono una figura evolutiva estremamente resiliente. Come la gramigna.

  9. Carlo

    [Appunto! Pur non sapendosi adattare e non avendo qualità distintive riescono a evitare l’estinzione!]

    Qui sta la fallacità del tuo ragionamento: se evitano l’estinzione hanno capacità di adattamento, oppure la situazione non è mai cambiata :(

  10. sinuhe

    probabilmente si trovano in un punto della catena alimentare evolutiva che gli permette di sopravvivere grazie allo spirito di corpo senza sviluppare capacità individuali…

    ( l’ha detto il divo Giulio!!! )

  11. Ass..

    ..olutamente in disacordo con voi.
    La vecchia DC non aveva bisogno di entrare in contrasto con le istituzioni o con il vaticano.
    Erano in simbiosi.
    Sarebbe stato come entrare in contrasto con se stessi.
    Che poi Berlusca e compagni di merenda siano più cialtroni e avventurieri … è un altro discorso.
    Ma la DC aveva il totale controllo della situazione, non aveva bisogno di certe “cadute di stile”…era tutto più democristiano..
    Insomma…Fanfani e Andreotti usavano la vasellina..

  12. Per Nevvero su Montanelli:
    Io ti suggerisco “Le nuove stanze”, edizione Rizzoli. E’ una raccolta di lettere pubblicate sul Corriere della Sera nella rubrica “La stanza di Montanelli”. Io ho un’edizione del 2001. L’ho letto una prima volta tutto difilato, e poi ogni tanto lo riprendo in mano. Contiene risposte, critiche, paragoni, che solo una penna come quella di Montanelli – e pochi altri- avrebbero potuto scrivere. Oltretutto è di una attualità e schiettezza spaventosa…
    Sandra

  13. rocco

    Ma sono l’unico a pensare che quella di Montanelli sia stata la più classica santificazione all’italiota post-licenziamento (da parte del Berlusca) nonchè post-mortem?

    Voglio dire: il vecchio Indro era sicuramente una persona moralmente integra ed intellettualmente onesta, che non piegò la schiena al Padrone e si rifiutò di diventare uno dei suoi megafoni ai tempi della Marcia su Ro…. scusate, volevo dire della Discesa in Campo.

    Resta comunque il fatto che fu un fascista mai pentito, e, giornalisticamente parlando, sia al Corriere che al Giornale Nuovo, il portavoce della parte più retriva, conservatrice e reazionaria della borghesia milanese e lombarda.

    Per cui, di questi tempi caratterizzati da servi e servette, sicuramente un personaggio con una sua integrità e rispettabilità – e, mi direte, averne di conservatori così… Ma da lì a farne un santo, un’icona dell’Italia che vorremmo, secondo me ce ne passa (tranne, ovviamente, che per la nostra Sinistracuordileone, pronta a santificare chiunque pur di riuscire a identificarsi in un qualsiasi simbolo da opporre allo strapotere del Padrone).

    Saluti!

  14. Io personalmente non lo venero come ‘opinionista’ (termine odioso ma qui calzante) ma come giornalista: secco, puntuto, senza peli sulla lingue e dotato nondimeno di una penna formidabile. Politicamente avrà avuto le sue pecche (come quando disse di turarsi il naso e di votare DC piuttosto che il vituperando PCI), ma rimane un esempio di questi tempi non per l’ideologia ma per il vezzo/virtù di non avere santi in paradiso.

    (D’altronde di questi tempi anti-Berlusconismo non significa essere di sinistra, anzi!)

  15. rocco

    in effetti per essere anti-berlusconiani basterebbe avere un po’ d’intelligenza, saperla usare da soli e con senso critico, non credere a favole e miracoli, e avere un po’ di amor proprio.

    ma credo che, di questi tempi, sia chiedere un po’ troppo.

  16. Nevvero

    @ Sandra: Grazie del suggerimento!

    @ Rocco: su Montanelli, concordo con quanto dice il Gen.
    “Nella terra dei ciechi, l’orbo è re”, del resto.

    E se questa classe politica riesce a far rimpiangere i fasti della DC (e, per alcuni, del Ventennio), è chiaro che questa classe giornalistica (Vespa, Mentana, Fede, Rossella) fa rimpiangere uomini rigorosi e integerrimi come il buon Montanelli.

    Insomma, per me che sono ormai abituato a votare “turandomi il naso”, scegliendo il “meno peggio”;
    per me, che per non cadere nell’astensionismo son costretto a votare qualcuno che “dice qualcosa che in parte condivido”;
    per me che mi commuovo quando qualcuno difende la Costituzione in piazza (il diritto elevato a resistenza, manco fossero membri del CLN);
    insomma, per me, disilluso e tradito, è meglio rinverdire i fasti di un passato (giornalistico) beatificato ma rigoroso – sebbene lontano ideologicamente dal mio pensiero – che vivere questo desolato, vuoto, deprimente presente.
    Pieno di vuoto.

  17. Per me personalmente non si tratta di venerazione ne’ di beatificazione sinistroide post berlusconiana.
    La prima volta che lessi Montanelli, forse era il 76, insomma tempi non sospetti. Era la “Storia di Roma” e “Storia dei Greci” (avevo 13 anni e politicamente non saprei dire cosa fossi, beh…forse antirepubblicana, ma solo perchè lo era mio padre,o meglio votava un pelatone del P.R.I. sardo) e ricordo che rimasi affascinata, soprattutto dalla Storia di Roma, che oltretutto mi faceva pure ridere a crepapelle. Ho riletto il libro qualche mese fa e non ci ho trovato nulla da ridere, ma neanche da ridire.
    Gli è che Montanelli possedeva una sua storia personale ricca di esperienze, che si è sommata al privilegio della lucidità di saperla raccontare; oggi costituisce, anche da defunto, una sorta di memoria storica di avvenimenti politici e di costume, ma davvero tanto attuali.
    Se poi provo oggi a pensare ai vari giornalisti di oggi servi del potere…
    Ah dimenticavo: io non sono di sinistra e non lo sono mai stata, a parte qualche brevissimo periodo della mia vita e per motivi che neanche mi ricordo, ah si…forse roba di sesso.
    Ah, ancora: ieri ho votato Soru, e per tanti buoni motivi, anche Montanelliani

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