Communism? Don’t talk to me about communism!

[…] Claudio Sabelli Fioretti: Perna dice che nel dibattito tra Berlusconi e De Benedetti, tu stavi dalla parte di Berlusconi. Che eri anticomunista, insofferente verso i buonismi e i perdonismi sinistrorsi. Che in politica sembravi stare a cavallo tra il MSI e la DC più conservatrice. Che eri un tradizionalista sostenitore della messa in latino.
Marco Travaglio: Perna pensa che io mi sia buttato a sinistra. Mentre io sono anticomunista oggi come lo ero allora. Però non c’è più il comunismo, quindi non mi sembra il caso di perdere tempo. Sarebbe come schierarsi contro i cartaginesi. Ma ogni giorno constato i danni che ha fatto il comunismo in Italia, infatti abbiamo Giuliano Ferrara, Adriano Sofri, Sandro Bondi. Questi sono i peggiori crimini del comunismo. […]

“Il rompiballe. Un anno dopo” di Claudio Sabeli Fioretti, Aliberti Editore

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Some flew down the cukoo’s nest

Forse son malizioso, misantropo e «ossessionato» (sì, m’han detto anche questo), ma vedere una folla oceanica come quella che ha portato in trionfo meno di una settimana fa quella casseola di immigrati che è l’Inter m’ha incarognito a morte.

Se i Cileni, Brasiliani, Argentini, per tacere di Ghanesi, Rumeni, Serbi e Nigeriani che hanno giocato tra le ovazioni dei tifosi in fibrillazione fossero scesi da un barcone dopo aver schivato uno dei legittimissimi «respingimenti» del ministro Maroni, credo che tre su quattro, tra le persone che hanno ammorbato il circo sportivo mediatico festeggiando uno scudetto come fosse lo sbarco in Normandia o il 25 Aprile, avrebbero preso volentierissimo in mano una doppietta per accompagnare gli ospiti indesiderati al primo posto di polizia a sbarazzarsene come blatte rinvenute nella casa al mare il primo di Agosto.

(Tutto ciò non ha nulla a che spartire con l’Inter in sé: avrei detto la stessa identica cosa anche di una squadra di calcio decente)

Risotto lenticchie e curry

Risotto lenticchie e curryPrendete un pugno di lenticchie ogni due persone per cui dovrete cucinare e mettetele a bagno in abbondante acqua per almeno mezza giornata.

Se nel frattempo quel cazzo di cane che vi semina il panico in cucina non è riuscito a rovesciare il recipiente con annessi legumi, preparate un brodo di verdure non troppo abbondante (bisognerà utilizzarlo tutto quanto per il risotto), buttateci dentro le lenticchie e fatele bollire per un quarto d’ora circa senza sale. Scolate le lenticchie e lasciatele raffreddare facendo attenzione a conservare il brodo in cui le avete cotte, mentre in un tegame farete appassire uno scalogno e mezza costa di sedano sminuzzati. Gettate delle porzioni scarse di Carnaroli o Arborio (le lenticchie fan volume nel piatto) e fate tostare a fuoco lento. Con il piede destro tenete a bada il cane che oramai presta morbosa attenzione a tutto ciò che succede in cucina, con la mano destra fate saltare il riso in modo che la tostatura sia uniforme e con la mano sinistra mescolate blandemente il brodo mentre riscalda.

Alzate la fiamma e spegnete il riso con della grappa (non troppa: un fondo di bicchiere per due o tre persone, mezzo bicchiere per quattro o sei e via discorrendo). Mescolate delicatamente e iniziate a far gocciolare il brodo in cui avete cotto le lenticchie. Come al solito il brodo in tegame dev’essere poco, altrimenti il riso lessa. A metà cottura unite le lenticchie e mezza carota tritata, sminuzzate un peperoncino se lo gradite e continuate a far cuocere.
Fate una piccola pausa mentre godete dell’introduzione di Marco Travaglio ad Annozero e poi aggiungete il curry. Aggiungete molto lentamente mezzo bicchiere di latte intero e il sale mentre continuate a mescolare lasciandolo evaporare. Quando i chicchi iniziano ad ammorbidirsi regolate il sale.
A cottura ultimata, fate riposare per cinque minuti e servite.
Il sapore è abbastanza dolce con il curry e il peperoncino che spezzano. Se lo preferite un po’ più speziato aggiungete una spolverata di rosmarino tritato finemente.

O mamma mi ci vuol la fidanzata

«L’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto [Barbara Matera, ndr], va due volte l’anno in Bangladesh. Barbara Matera è laureata in scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinieri 7 su Canale 5, ma mai la velina»

— Silvio Berlusconi

Fly me to the noon

In fatto di divorzi all’italiana è buona cosa esser pronti a credere a qualunque cosa, perché è davvero sconfinato il campo delle fantasie potrebbero diventare realtà.
Quindi potrebbe tranquillamente essere che in realtà le cose non siano andate come vorrebbe far credere Veronica Lario, che sia falso che Berlusconi abbia trascurato i figli per una diciottenne — peraltro oca come poche, che le cosiddette «veline» siano realmente delle giovani piene di talento e con un’ottima formazione alle spalle che le rendesse ottime candidate al Parlamento Europeo, cha quella del Cavaliere non fosse una «malattia» per cui dovesse essere «tenuto d’occhio» per il bene suo e dei suoi cari, e che «frequentasse minorenni» di continuo e da molti anni.

Ma che tutto il can can sia stato architettato dal PD per minare la popolarità del Cavaliere… beh, questo è davvero da sbellicarsi.
Tanto vale attribuire Bush l’attentato dell’11 Settembre.
Ops…