Saturday, bloody saturday

J. ha vissuto a Tel Aviv fino ai diciott’anni circa. Proprio giovedì scorso a cena raccontava che quando scoppiava una bomba di fronte a un locale o a un ristorante —il venerdì o il sabato sera, per fare più morti possibile— poi la settimana successiva per scaramanzia o per falsa credenza tutti quanti si radunavano in quel locale, o se non si poteva in quelle vicinanze, perché «un fulmine non cade mai due volte nello stesso punto».
Ed era bello —diceva— vedere tanta vita dove c’era stata tanta sofferenza.

Ma’am has a gun, and refuses to take her medications

«L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden, all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II, può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato, che tanto tuonò contro la rete del terrore in particolare ammonendola con le parole “il male è accompagnato sempre dal bene”, volendo con ciò affermare che dietro il male spuntano sempre il bene e la giustizia universale, come dimostrato in queste ore»

Michela Biancofiore, Pdl

When the levees break

ap_15485773_15440jpgSe c’è un’arte in cui i mastri sfornatori panicottari —che son sempre nel giusto e che non accettano mai alcun contradditorio— sono imbattibili, è quella di riuscire sempre a stupire in peggio e di saper sempre trovare la bestialità tale da far impallidire anche l’evento funesto che monopolizza l’attenzione.
«È ora di mettere da parte le diatribe, le critiche e le accuse».

Insomma nemmeno quando le peggiori conseguenze dei nostri errori sono sotto gli occhi di tutti la ragione può batter cassa: nemmeno quando i sismologi gli apprendisti sismologi in erba lanciano l’allarme e vengono dati per mitomani e querelati, quando gli edifici di soccorso necessitano loro stessi di aiuto per non trascinarsi appresso altri morti. Insomma nemmeno quando è chiaro oltre a ogni possibile scetticismo che c’è qualcuno che ha sbagliato e che questo errore l’hanno pagato in tanti con la vita, anche allora dobbiamo tacere, ché si manca di rispetto al lutto di chi ha perso parenti, casa e averi.

Quando Katrina ha fatto scempio di New Orleans mettendo su palcoscenico la triste Caporetto dell’amministrazione interna Bush, quando è stato chiaro che chi si doveva occupare della sicurezza di una zona densamente popolata, in un’area facile alla furia degli uragani come quella, non aveva assolto il suo compito, nessuno tra i media, gli amministratori o i cittadini americani ha parlato di «inopportunità» nella ricerca delle responsabilità e nelle accuse di inefficienza a chi si doveva occupare della sicurezza civile.
Non era accanimento, ricerca di un capro espiatorio o vendetta: era banalmente un’equazione di bilancio nel calcolo delle responsabilità di uomini deputati a prendere delle decisioni e ad applicare la loro pluri-dollarata professionalità.

‘Su cuaddu’ scopre la luna

a_hero_on_his_horse_semi_abstract1«Come accade, ditemi,
che io, il più erudito degli avvocati,
che conoscevo Blackstone e Coke
quasi a memoria, che feci il più gran discorso
che il tribunale avesse mai udito, e scrissi
un esposto che meritò l’elogio del pretore Breese –
come accadde, ditemi,
che io giaccio qui, dimenticato, ignoto,
mentre Chase Henry, l’ubriacone in città,
ha un cippo di marmo, sormontato da un’urna,
su cui la Natura in un capriccio d’ironia
ha seminato un cespo in fiore?»

Edgar Lee Masters, “Il giudice Somers”