Shy, tentative, even fragile; but you have to protect your own voice, your creative spirit, no matter what it costs.

Lo spot di Apple “Make a film with iPad” contiene un breve stralcio del discorso di inizio anno che Martin Scorsese ha tenuto alla NYU Tisch School nel 2014.
È lungo, ma fatevi il favore e ascoltatelo: è la summa dell’ispirazione di un artista che ho sempre amato e che per il cinema ha fatto molto.

«You can’t do your work according to other people’s values. I’m not talking about “Following your dream” either. I never liked the inspirational value of that phrase. Besides being sentimental, it’s beside the point. Dreaming is a way of trivializing the process. The obsession that carries you through the failure as well as the successes. If you’re dreaming, your sleeping and it’s important and imperative to always be awake to your feelings, your possibilities, your ambitions. But you also know this, for your work, for your passion, every day is a re-dedication. Painters, dancers, actors, writers, filmmakers, it’s the same for all of you. All of us. Every step is a first step; every brush stroke is a test, every scene is a lesson, every shot is a school. So let the learning continue» — Martin Scorsese

Dream is collapsing

Anche l’Economist, da sempre sostenitore del nucleare come politica energetica sicura e affordable, abbandona il sogno del ‘tanto a poco’ e volta le spalle all’energia atomica, sostenendo che nel breve periodo diverrà una fonte marginale della produzione mondiale. Ma più importante della valutazione sui costi di mantenimento, sulle prospettive di prezzo dei combustibili nucleari e sulla sicurezza della tecnologia, l’articolo indica nella sua natura intrinsecamente politica il motivo della sua inappropriatezza; il nucleare è stato un lungo sogno che ha fatto credere al mondo intero (prima al solo occidente e poi alle economie emergenti e del BRICS) che l’energia potesse essere molto economica e al contempo tanto abbondante da non doversi preoccupare del suo risparmio, onde poi rivelarsi una sorta di debito sovrano non finanziario.

Con un tempismo perfetto invece, la testata di piazza Cavour attraverso la penna di Franco Battaglia rimarca che no, il sogno non deve finire, e che siamo disposti anche al negazionismo perche questo non avvenga.

Tanto di cappello all’onestà del rotocalco economico e politico inglese, che non ha paura di sbattere in prima pagina i propri abiura, e di giustificarne molto dettagliatamente i motivi.

Everything is scrambled

In Inghilterra David Cameron, primo ministro conservatore, è in rotta con la Chiesa Cattolica di Scozia perché intende legalizzare i matrimoni tra individui dello stesso sesso.
In the mean time in Italia Giuliano Pisapia, il primo cittadino di Milano (progressista e di sinistra), dopo aver tagliato a destra e a manca a causa del buco finanziario lasciato dalla precedente amministrazione, decide che la visita del papa «obbliga la città e il Comune a un’accoglienza adeguata», e pertanto stanzia tre milioni di euro per la visita del Santo Padre.

«La crisi consiste precisamente nel fatto che il vecchio sta morendo e il nuovo non è ancora nato».

Johnny’s in the basement / mixin’ up the medicine

Di una cosa in particolare sono infinitamente grato a Mario Monti: di aver mostrato agli Italiani che esiste una Destra che non sia quella che ti caccia nel gargarozzo l’olio di ricino, quella xenofoba e velleitariamente autarchica della Lega Nord, né quella di cartongesso di quel rottame di partito che è oramai il Popolo delle Libertà. Proprio quella destra dove Montanelli diceva che gli Italiani non sapevano andare senza scadere nel manganello.

Quella Destra che difficilmente sopravviverebbe in un partito politico tradizionale, perché senza santi in paradiso e senza lobbisti a sostenerla.